LE RISORSE IDRICHE E GLI ACQUEDOTTI
L’alimentazione degli acquedotti nei Comuni gestiti da Amiacque è assicurata da 750 pozzi in esercizio. I CONTROLLI E LE RETI DI MONITORAGGIONelle aree densamente urbanizzate e industrializzate occorre convivere quotidianamente con i problemi dovuti all'inquinamento delle risorse idriche, essendo costretti a rincorrere le emergenze dove è mancata l’opera di prevenzione e controllo sul territorio. Naturalmente alla base della progettazione delle reti di monitoraggio ci deve essere una precisa conoscenza della struttura idrogeologica, per evitare di commettere errori grossolani, dovuti alla aggregazione di dati di acquiferi diversi come se fossero un corpo unico. Per tenere sotto costante osservazione la "salute" delle falde utilizzate Amiacque utilizza un complesso sistema di monitoraggio costituito da una rete piezometrica, e dal programma di prelievi e analisi chimico-fisiche, con frequenze e parametri di analisi diversi per ciascuna particolare situazione, su tutti i pozzi in gestione, oltre naturalmente al controllo della qualità dell’acqua soggetta a processi di potabilizzazione e immessa in rete. I CONTROLLI PIEZOMETRICIIl controllo della piezometria rappresenta la base di conoscenza di un acquifero indispensabile per ogni tipo di valutazione, studio o indagine sulle acque sotterranee, sia a livello quantitativo sia qualitativo. Nel corso di questo secolo la falda del territorio milanese ha subito una evoluzione in più fasi, come risulta dai numerosi studi pubblicati, principalmente riassumibili nelle seguenti fasi : • Fino al 1960 si rileva una prima fase di continuo e costante abbassamento, iniziata già nei primi decenni del secolo, con una media dell'ordine di 18 cm all'anno a Milano città; Il sollevamento della falda nel territorio attorno a Milano a partire dal 1992 è un fatto di cui si è molto parlato e scritto, e che ha creato notevoli preoccupazioni a causa dell'invasione dell'acqua in strutture sotterranee di grande rilevanza socioeconomica, quali linee metropolitane, ospedali e autorimesse. Una conseguenza meno conosciuta, di cui pure si è parlato, anche se con toni di minore attenzione, è costituita dall'aumento della concentrazione di alcune sostanze inquinanti nella prima falda utilizzata per alimentare le reti d'acqua potabile del territorio a nord di Milano. IL CONTROLLO CHIMICO E L'INQUINAMENTO DELLE FALDE ACQUIFEREI controlli chimici dell’acqua di falda sono inseriti nel programma dei controlli interni, elaborato tenendo conto degli obiettivi di osservanza dei limiti di legge per la potabilità dell'acqua immessa in rete, e in particolare per il controllo dell'efficacia dei trattamenti di potabilizzazione dell’acqua sollevata dai pozzi prima dell'immissione in rete. • la conoscenza delle caratteristiche chimiche dell'acqua delle diverse falde acquifere; La situazione di maggiore degrado delle acque sotterranee interessa la parte centro-settentrionale della Provincia di Milano. I composti organoalogenati L'inquinamento di maggiore estensione areale della falda tradizionalmente utilizzata è dovuto ai composti organoalogenati, di origine industriale, e interessa i territori di maggiore e più antica industrializzazione, attorno alla città di Milano, principalmente nella fascia settentrionale, ma anche a ovest e ad est del capoluogo. I nitrati La presenza di elevate concentrazioni di nitrati nelle falde idriche sotterranee utilizzate dai pozzi che alimentano gli acquedotti pubblici di alcune aree a nord di Milano, e di una vasta zona del nord-est della Provincia, è sintomo di inquinamento di origine antropica. Gli impianti sono stati realizzati in container, per permetterne lo spostamento in caso di necessità, come è già avvenuto a seguito del miglioramento delle caratteristiche dell’acqua di falda in alcuni pozzi, e al peggioramento in altre aree della Provincia di Milano. Il cromo L’inquinamento da cromo esavalente, uno dei primi rilevati in Provincia di Milano a partire dagli anni ’60, mostra attualmente solo poche aree residue di estensione del fenomeno, principalmente a est del capoluogo. I diserbanti I diserbanti, principalmente atrazina e simazina, si sono decisamente ridotti nel corso degli ultimi anni, e sono ancora marginalmente presenti nell'estrema area nord orientale della Provincia di Milano, con valori di concentrazione relativamente bassi, attorno al limite di 0,1 microg/l. Altri inquinanti Nel 1999 è stata riscontrata una contaminazione, estesa ad un vasto territorio compreso tra il sud-est della Provincia di Milano, da una sostanza utilizzata per la produzione di antibiotici, il 5-metil-2 (metiltio) – 1,3,4 – tiodiazolo (MMTtD). I TRATTAMENTI DI POTABILIZZAZIONEGli interventi per garantire la potabilità dell’acqua, a partire dalla scoperta negli anni '70 della diffusione dell'inquinamento delle falde sotterranee, sono stati affrontati in situazioni di emergenza, ovvero con scelte impiantistiche in grado, in tempi brevi, di riportare l'approvvigionamento idrico entro i limiti di legge, mediante l'abbandono di pozzi non ricuperabili e la realizzazione di impianti di potabilizzazione sui singoli pozzi. A seconda dei casi vengono utilizzate tre diverse tipologie di trattamento : adsorbimento su carbone attivo, osmosi inversa e ossidazione e filtrazione. IMPIANTI A CARBONE ATTIVO Dove le falde captate sono contaminate da composti organoclorurati (cloroformio, metilcloroformio, tricloroetilene, percloroetilene, ecc.) da diserbanti (atrazina, simazina, bentazone, ecc.) o altri microinquinanti organici di origine industriale (ad es. trisfosfati, principi dell'industria farmaceutica, ecc.) si utilizza il principio dell'adsorbimento su carbone attivo mediante passaggio dell'acqua su filtri in pressione con letti di carbone attivo granulare (GAC). IMPIANTI A OSMOSI INVERSA Dove le falde captate presentano elevati valori di concentrazione di nitrati, dovuti principalmente alle perdite fognarie, viene utilizzata la tecnologia dell'osmosi inversa per desalinizzare l'acqua e ridurre la concentrazione di nitrati. IMPIANTI DI OSSIDAZIONE E FILTRAZIONE Nelle aree dove sono naturalmente presenti nelle falde sotterranee sostanze di origine geologica, come Ferro, Manganese, Idrogeno solforato, Ammoniaca, ecc., l'acqua sollevata dai pozzi viene sottoposta a processi di ossidazione e filtrazione, per rientrare nei requisiti di potabilità. |